Silvia D’ADDA, Cantici nel divenire. Contemplando la pienezza

“L’ho letto e riletto più volte. È di una Poesia straordinaria ed è una guida ad una nuova idea di preghiera personale. Mi emoziona ogni volta tanta sensibilità e profondità. Anche questo è sempre a portata di mano”. (Letizia C.)

 

“Ogni autentico cambio di paradigma necessita ontologicamente di una profonda ristrutturazione (rifondazione) del proprio linguaggio. Ciò è ancora più valido se ci si riferisce al Mistero che, soprattutto in Occidente e nel Medio Oriente, è definito (per lo più concettualizzato) nella parola Dio (teismo). Nuovi paradigmi stanno cercando di superare le contraddizioni e le problematicità del teismo. Uno di questi è il transteismo, che vede nella teologa biblista Annamaria Corallo un’attiva e brillante costruttrice. Ciò si è concretizzato nel progetto, da lei fondato, Il Telaio di Lidia. Silvia D’Adda, che ne è un’attiva collaboratrice, nel suo libro è riuscita a far compiere al transteismo un fondamentale salto generante di linguaggio: dall’inevitabile (ed ineliminabile) concettualizzazione teologica alla rottura delle strutture grammaticali attraverso metafore, immagini di pura poesia, frutto di un profondo cammino personale, scelta di termini (in primis quello di Pienezza) purificati anche dagli appesantimenti patriarcali. Nei suoi versi è riuscita, pur nella consapevolezza di ciò che è l’Indicibile, a non annullare, ma anzi a dare più autenticità, alla dimensione relazionale Sè – Mysterium (neutro!), a differenza di un certo post-teismo che, di fatto, ha ridotto tale relazionalità a pura apparenza, a illusione della mente (finendo per essere un post- o addirittura un contro-cristianesimo). Il libro di Silvia D’Adda mostra, inoltre, come un gruppo sia anche espressione della qualità, della creatività, dell’energia, dell’approccio rispettoso ed inclusivo di chi lo guida (alias: ‘Dimmi che gruppo costruisci e ti dirò chi sei’). Consiglio vivamente questo libro, come strumento di meditazione (non riduttivamente in senso orientale) e di crescita spirituale. Un grazie a Silvia D’Adda per il dono prezioso fatto ai lettori” (Giangaetano D.)

 

“I cantici di questa raccolta mi accompagnano spesso nella preghiera personale. Molto interessante è l’uso che ha scelto l’autrice di parlare di Dio con il termine Pienezza. L’Oltre non ha genere e questo mi ha permesso di valutare un nuovo percorso di ricerca spirituale” (Francesca G.)